| | Cosa e' POPOLI | Cronologia | Idee e Progetti | Sguardo sul Mondo | | ||
| La "Comunità
Solidarista Popoli" è costituita da un gruppo di
persone che, per desiderio e sentimento comuni, ha voluto
creare una associazione di aiuto umanitario che
indirizzasse principalmente la propria azione a favore di
popoli od etnie, che, in lotta per il mantenimento della
propria identità, si trovino in condizioni di
particolare disagio. E' scopo dell'associazione portare aiuti concreti a soggetti che si trovino in difficoltà a causa di guerre, calamità naturali od epidemie, con l'intenzione di operare autonomamente, al di fuori di qualsiasi condizionamento da parte di governi ed organizzazioni politiche. La Comunità provvederà infatti alla designazione degli obiettivi su cui concentrare i propri sforzi, con l'impegno altresì di informare gli aderenti, sostenitori ed opinione pubblica in generale circa i particolari degli interventi proposti. |
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| Il raggiungimento
degli obiettivi passerà attraverso il lancio di progetti
umanitari (emergenze, lotta alla povertà) e di sviluppo
(intendendo la costruzione di ospedali, dispensari,
scuole, centri di formazione professionale) che
contribuiscano al miglioramento delle prospettive di vita
delle stesse popolazioni che si trovano in situazioni di
disagio. La copertura finanziaria di tali progetti avviene attraverso auto finanziamento degli associati attuali e futuri, e tramite raccolte di fondi, da effettuarsi con l'organizzazione di manifestazioni di beneficenza o quant'altro, sia agendo in sinergia con altre organizzazioni umanitarie regolarmente costituite che si trovassero di volta in volta ad agire parallelamente agli obiettivi scelti dalla nostra Comunità. |
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BIRMANIA - MYANMAR
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| Il primo programma in
corso è dedicato alla popolazione Karen che vive nelle
regioni montane della Birmania orientale, etnia che da
oltre quarant'anni subisce persecuzioni dal governo di
Rangoon, governo che, peraltro, ha costretto agli arresti
domiciliari (1990-2002) la signora Aung San Suu Kyi,
Nobel per la Pace nel 1991. I primi sopralluoghi condotti dai volontari di POPOLI nella regione, avevano evidenziato le drammatiche conseguenze della mancanza di farmaci contro la malaria, le infezioni intestinali e numerose altre patologie diffuse tra i Karen; inoltre, un gran numero di feriti da arma da fuoco, da granate e mine antiuomo, aveva reso evidente la necessità dell'intervento di medici e personale paramedico nelle stesse aree. |
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| E' stata così
avviata la prima parte operativa dell'intervento
programmato, che consiste nell'acquisto e la
distribuzione di medicinali e beni di prima necessità
per le popolazioni dei villaggi Karen. E' altresì già allo studio una seconda fase dell'intervento che consisterà nella creazione di un presidio medico permanente - da costituirsi nella città tailandese di Mae Sot, situata a qualche chilometro dalla zona delle operazioni militari che vedono coinvolti l'esercito birmano ed i reparti di auto difesa della popolazione Karen. |
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| Identità contro
Mondialismo, salvaguardia delle particolarità culturali
contro omologazione: queste le sfide del nuovo secolo.
Cambiati radicalmente gli scenari internazionali dopo la
fine della guerra fredda, il mondo, quello che con
soddisfazione il pensiero positivista definisce
"villaggio globale" è ben lontano dalla
situazione di pace e serenità profetizzata dai guru del
liberalismo capitalista. Considerato in realtà un potenziale "mercato globale" che deve soddisfare la domanda indiscriminata di risorse ed assorbire l'esagerata offerta di prodotti, il pianeta si ritrova ad avere un solo, potente candidato a "capo villaggio", una superpotenza che si è assunta il ruolo di "conducator", di guida economica e culturale, di giudice e poliziotto internazionale. Una superpotenza che trova nelle strutture economico - militari statunitensi la propria incarnazione, ma che è composta da innumerevoli altri "agenti" sovranazionali. Tra questi il gruppo Bilderberg, la Trilateral, le conferenze di miliardari e massoni che si riuniscono con regolarità per discutere e prendere decisioni su temi di interesse vitale per popoli e nazioni: finanza internazionale, immigrazione, libera circolazione dei prodotti, soppressione degli eserciti nazionali, limitazione della sovranità degli Stati, ecc. |
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In
breve, lo sguardo sul nuovo mondo non può che farci
intravedere un destino di omologazione planetaria, in cui
le razze, le civiltà, le specificità culturali non
avranno cittadinanza. Un pianeta "omogeneizzato" dove saranno più facili le economie di scala e le invasioni commerciali a largo raggio. A rischio di estinzione, quindi, quei popoli che ancora possiedono la coscienza di sé, che sanno riconoscersi in una storia dalle profonde radici e perciò risultano refrattari all'ondata mondialista. |
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| Devono piegarli,
oppure spezzarli perché non diano l'esempio per altre
lotte di resistenza. Ci provano con i dollari, con la
droga, poi con i missili e le stragi. Il silenzio deve
coprire questi fatti, per non sbiadire la favola del
"villaggio in pace". Ma i morti ci sono. Ci sono tutti i giorni in Birmania, tra i Karen che non vogliono lasciare la loro terra. In Palestina, dove un "popolo eletto da Wall Street" reclama, a colpi di cannone, i territori della Bibbia. I morti ci sono stati in Afghanistan, perché se servono a far decollare gli affari, vanno bene anche i terroristi. La nostra Comunità Solidarista cerca di fare, nel suo piccolo, un lavoro di concreto sostegno alla resistenza antimondialista. Individui, o interi gruppi umani che soffrono a causa della loro "coscienza di sé" saranno obiettivo dei progetti umanitari di "POPOLI". |
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